Italiani di domani

  • La nuova generazione che s’affaccia sul mondo del lavoro è ammirevole. Quasi eroica. Come un equipaggio in un romanzo di Conrad è costretta a mettere la barca in acqua nel momento della tempesta. Si diverte? No. Ha paura? Si. Ne ha motivo? Certo.
    Non sempre i marinai possono scegliere il giorno della partenza. Ma sanno una cosa: la paura e l’avventura viaggiano insieme. Chi non ha mai avuto paura non conosce il sollievo del pericolo evitato, l’orgoglio del coraggio trovato. Una delle sensazioni più odiose, invecchiando, è guardarsi indietro e capire di non essersi mai mossi. Il porto sembrava un riparo; di fatto era una prigione.
  • La rassegnazione è il marchio di fabbrica delle democrazie al tramonto.
  • Se non vorrete non andrà perduta la vostra Italia privata.
  •  Non possiamo pretendere servizi sociali nordeuropei mantenendo comportamenti fiscali nordafricani.
  •  Ora bisogna crescere… e per crescere dobbiamo produrre, e per produrre dobbiamo slegare l’Italia dai suoi lacci. Questo nessuno ha ancora avuto il coraggio di farlo, perché quei lacci sono collegati a rendite, posizioni, tradizioni, diritti acquisiti (un’espressione da vietare).
  • italiani-di-domaniLa curiosità è l’antiruggine del cervello: quando il dispositivo ha una certa età, bisogna spruzzarla in abbondanza.

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L’arte della gioia

  • …Ecco la strada giusta: bisognava così come si studia la grammatica, la musica, studiare le emozioni che gli altri suscitano in noi.
  • …Ma bisognava essere liberi, approfittare di ogni attimo, sperimentare ogni passo di quella passeggiata che chiamiano vita.
  • …Che avevo fatto? Avevo sprecato le mie ore? Non goduto abbastanza del sole e del mare? Solo in seguito, all’epoca d’oro dei cinquant’anni, epoca forte calunniata dai poeti e dall’anagrafe, solo in seguito sai quanta ricchezza c’è nelle oasi serene dell’essere con se stessi, soli. Ma questo viene dopo.

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