Questi NON fantasmi

HalloweenArriviamo al pub verso le otto. La loro idea è cenare prima di andare a festeggiare Halloween ballando, la mia, di cenare in compagnia prima di tornarmene alla mia camerina nell’alveare. L’idea di cenare british non solo non mi alletta affatto, ma mi pone di fronte ad un menu che (lasagne scongelate incluse) mi ripugna dal più profondo dell’anima. Continue reading “Questi NON fantasmi”

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Cooking from scratch

cooking  from scratchMi ci sono voluti 6 mesi, ma ce l’ho fatta! Finalmente, rotto ogni indugio, eccomi nella mia nuova piovosa residenza a preparare il mio famoso(?) minestrone di legumi in pentola a pressione. Tanto per cominciare visti I mesi passati a mangiare surgelati, (che vergogna!), ho fatto in tempo a dimenticarne gli ingredienti! Una rapida scarica di messaggi su WhatsApp e voilà tutto torna grazie a chi, anche dal Continente, veglia su di me.
Messa insieme la lista salto sulla bici e via da mamma Waitrose il mio supermercato preferito. Continue reading “Cooking from scratch”

Io e Valeria

valeria moriconi
Era un fresco novembre, l’anno era in dirittura d’arrivo e così pure il mio contratto di lavoro. Stavo raccogliendo le mie cose dalla scrivania e pensavo al prossimo o alla prossima vittima di quest’illusione da cui mi ero lentamente e dolorosamente svegliata. Pensavo al colore della sua agenda, la mia era rossa. Chissà se anche lei o lui l’avrebbe posata accanto al PC ogni mattina come facevo io, o se piuttosto l’avrebbe tenuta nella borsa. Chissà se la usava affatto. A me ora sarebbe stata quasi inutile. Ci avrei scarabocchiato svogliatamente sparuti appuntamenti per depositare il mio curriculum nel database di una qualche nuova agenzia interinale. Forse con un po’ di fortuna, vi avrei segnato appuntamenti per il primo colloquio con ditte che, con tutta calma, mi avrebbero “fatto sapere”.  Roba già vista. La realtà era che rientravo mestamente nelle capaci braccia di mamma disoccupazione, la gran madre dai larghi fianchi che partoriva ormai solo precari a vita. Forse non avrei dovuto lamentarmi. Nemmeno con me stessa, nemmeno col pensiero, infondo avevo collezionato un intero anno di lavoro tutto di fila, cosa rara di questi tempi; purtroppo però mi ci ero abituata, e vivevo, come si dice, adagiata sugli allori beatamente e testardamente ignara della finitezza di tutte le cose, figuriamoci di un contratto di lavoro negli anni 2000. Continue reading “Io e Valeria”

Ferie

ferieEppoi ci sono le ferie da emigrato: se hai lasciato qualcuno 9 volte su 10 le farai a casa tua. Come si dice: stessa spiaggia stesso mare. Cosi eccomi stesa sugli stessi sassi tondi e bianchi della spiaggia che conosco dall’età di 6 anni. Ma lasciatemelo dire: è cosi strano venire qui con una scadenza: arrivare, stendersi al sole sonnecchiare, pensare al tempo che farà domani sapendo che potrò star qui 7 giorni, non uno di piú. Visualizzare la carta d’imbarco pronta e stampata sulla mia scrivania, sapere che c’è un lavoro che mi attende su al Nord. Continue reading “Ferie”

Windmill gay road

15a_heart_rainbow__00811Primi giorni in citta’, in attesa che mi arrivi per posta la tessera del bus percorro le strade dell’immediata periferia, la parte dove si concentrano tre dei maggiori ospedali del Trust.

Oggi esco per dare un volto ed un rilievo ad un punto sulla mappa che presto diverra’ lo snodo tra questa mia vita qui e l’altra, oltremare, in Italy: la fermata del bus che porta a Londra ed ai maggiori aeroporti della capitale. Continue reading “Windmill gay road”

Sola andata

ross-in-biciBenvenuti nel blog di Scribaross. Un mix di storie: vere, inventate, fondate o affondate. Il prato dove stendo i panni dei miei caleidoscopici sentimenti incluse le paure, le gioie e poco altro che conti. Primo argomento il futuro. La situazione è questa: il futuro è nel lavoro, il lavoro è altrove. Tosto eh? Da vent’anni a questa parte sono e resto disoccupata. La laurea in Lettere Moderne è stata un bel sogno infrantosi sugli scogli della realtà del mondo del lavoro, o di questo, italiano, mondo del lavoro poco cambia. Dall’anno scorso ho un’arma in più: la laurea in Infermieristica. Così cerco di guadagnarmi il pane facendo l’infermiera. Due lauree nella stessa vita: wow! ma, ahimè tempismo zero. Da quando mi sono laureata il mio paese non assume più. Ho dovuto rinunciare al mio paese. Da mesi non tento più un concorso pubblico, ugualmente ho smesso di stampare il mio striminzito curriculum vitae allo scopo di abbandonarlo nelle mani di annoiate, quando non infastidite segretarie di case di cura le quali molto probabilmente lo cestinano quando il vetro della porta che mi son chiusa alle spalle tintinna ancora.Le strutture pubbliche e private di questa Italia allo sbando rigurgitano di curriculum vitae abbandonati nelle inutili mani di terrorizzati lavoratori_concorrenti o, più spesso, in quelle di arrabbiati precari che ne fanno coriandoli nel segreto dei loro temporanei cubicoli. Il mio paese a crescita zero che non vota, non legge, non consuma, non viaggia, che non lavora più a tempo indeterminato, che non lavora quasi affatto, che non ha posto per nessun lavoratore, giovane o vecchio, mai. Men che meno per me.Il mio paese trabocca di giovani ex idealisti che hanno ormai smesso la “ricerca attiva di lavoro”, proprio come me, gente che vivacchia nella speranza… di cosa? Un cambiamento? Che passa di delusione in delusione, che usa i parenti come bancomat finché ce n’è, che pensa: ‘fanculo almeno in Italia si mangia bene e c’è il sole’. Hanno ragione, abbiamo ragione. A Scribaross però questo non basta più. Io, bancomat di me stessa, sono pronta: arrabbiata e pronta a salpare l’ancora una volta per tutte. Il mio paese non mi vuole: ne prendo atto e alzo i tacchi. Volo via, volo al nord dove il lavoro non manca. Né mancano la dignità ed il futuro negati in patria. Scribaross …Leggero…Con il sole sulla testa ed in bocca una canzone