10 modi

10-modiQuando non ho niente, proprio niente da fare, ed il peso della mia disoccupazione diventa intollerabile esco di casa e mi piazzo davanti alla vetrina di una libreria del centro a leggere i titoli dei libri esposti, soprattutto dei saggi. E’ così che creo i miei titoli paralleli, un giochetto divertente con cui ammazzo il tempo; ecco un esempio:

“Come si fa una tesi di laurea” diventa: “Come si disfa una tesi di laurea” un saggio necessario e veritiero dove spiego che finalmente ho la prova matematica che la mia laurea in lettere non vale un cazzo sul mercato del lavoro e perciò ora mi posso permettere di aprire quella mia unica pubblicazione e squassarne le pagine, strapparle e farne striscioline, oppure raccoglierci la lettiera del gatto, cose così.

Finalmente, penso, avrai vendicato quella parte di te che non ha mai voluto scrivere quella tesi, ma si è piegata al volere della tua prof. che altrimenti ti avrebbe depennato dal suo maledetto taccuino e addio laurea. Non finisce qui naturalmente, il pomeriggio è lungo i libri mi sommergono. Per quanto ci pensi su non vedo chi potrebbe leggere un libro intitolato “Sei cappelli per pensare”. Vuoi mettere invece il bacino di pubblico che avrebbe un saggio che si intitolasse “Sei scarpe per camminare, o del prendere il largo?” Sarebbe lanciato come il manuale ideale per chi non ne può più e cerca il coraggio necessario a lasciare tutti i suoi beni terreni, e schiodare una buona volta da questa landa di dolore e tv spazzatura.
Forse dovrei scriverlo io perché in quanto a palle piene sto a buon punto. Ed ecco una perla di cui non si può fare a meno, il manuale dell’anno: Come ottenere il meglio da sé e dagli altri che per me diventa: “Come lasciare in pace il prossimo e soprattutto se stessi sottotitolo: non lo facciamo mai abbastanza, impariamolo!!!” E, sì, crepi l’avarizia con tre punti esclamativi finali, tipo manuali per pseudo deficienti americani e similia. Certo di questa roba ce n’è un sacco in giro, il che è alquanto inquietante, come dire che siamo un branco di anime infelici incapaci di prendere la nostra vita nelle nostre mani e perciò bisognosi di aiuto o auto aiuto grazie a questi idioti in giacca cravatta armati del manuale del fai da te la tua sopravvivenza.
Gli altri me li appunto poi li mando per SMS a Giò, così la faccio ridere che ne ha proprio bisogno.
“Ozio creativo”
“Attività (frenetica) inutile”

“Soft economy”
“Hard culture”
“Storia di Roma”
“Geografia di Milano”

La mia Milano è un’immensa ragnatela di casermoni tutti uguali dal primo all’ultimo. Tristi nidi pieni di minuscole api laboriose. Li vedi già dal treno prima che raggiunga il grande ventre arrugginito della stazione Centrale. E li vedi ancora e ancora estendersi come lunghe alghe filiformi lungo i viali periferici percorsi da pullman di linea che si snodano verso la tua piccola città nativa, quella che non hai mai conosciuto.

altri spunti misti…

“La vera storia del Che”
“La falsa storia di Fidel”
“L’anima delle donne”
“Il corpo degli uomini”
“Io sono ok, tu sei ok”
“Tu non hai una bella cera, a me girano le palle”
“Lettera a un adolescente”
“E-mail a mio nonno”
“Ti amo”
“Vaffanculo”
“Le nostre zone erronee”
“Le mie tante zone giuste”

scribaross

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